DAI

documentaristi associati indipendenti

proposte per regola date incontri

Pubblicato da docume su Giugno 23, 2008

indicate di seguito il criterio che ritenete più adatto per definire una volta per tutte la data di incontro del gruppo, diciamo mensile.

Io propongo questa regola ad esempio: il secondo lunedì di ogni mese

a voi

al di la di questo rimane ferma la proposta (ancora per giugno) di venerdì 27, ore 18.

ciao

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Sul senso, nota di Adonella

Pubblicato da docume su Maggio 19, 2008

ciao,
ho ricevuto una nota da Adonella, ho pensato fosse giusto darle subito spazio visto che lei non ha potuto intervenire Venerdì. Vedrò poi io di spostare gli eventuali commenti una volta traferito il blog! ci sono sue indicazioni molto rilevanti sulle quali può iniziare una discussione parallela già da subito. DA NON DIMENTICARE IL LAVORO SUL NOME PERO’…(l’articolo sul nome lo vedete a sinistra o al fondo id questa pagina) .

da ADONELLA MARENA:

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Non so come si è evoluto l’incontro, mi pare di capire che se si è concretizzata la necessità di darsi un nome si è arrivati a qualche sintesi.

Allora datemi lumi, perché io sto vivendo una particolare confusione che mette insieme ruolo, obiettivi, strategie, momento politico. Perché già mentre montavo il film e scorrevano i risultati elettorali mi chiedevo se ero un’extraterrestre a perdere un anno per raccontare una storia di “minoranze” mentre intorno trionfavano i poteri forti. Ma la cosa più spiazzante è che mi si dice (da qualche fonte produttiva) che dobbiamo fare i conti con questo sistema se non vogliamo essere solo anime belle ma un po’

inconsistenti. E questo cosa vuol dire?  tenere a mente le  regole che rendono un prodotto più facilmente fruibile e meglio commerciabile?

Condizionare il film ai tempi e stili dell’eventuale uscita televisiva?

Puntare a una diffusione che ricalca quella cinematografica?

Tutte queste cose, che hanno a fare con il senso, l’identità e le strategie per avere una collocazione riconosciuta, sono alla base per me dell’incontro con voi. Capire specularmente cosa vuol dire essere una documentarista, e trovare punti forti di convergenza, che mi/ci permettono di avanzare le giuste richieste per la nostra visibilità, per i progetti, per l’esistenza stessa del documentario come prodotto culturale specifico.

E’ utile per me confrontarmi, perché penso che il lavoro di un documentarista è delicato,insicuro e spiazzante proprio perché lo porta a conoscere, frequentare, vivere svariati ambienti sociali e umani, a mettersi spesso in gioco con l’”attraversamento” del tema che deve sviluppare, ad essere duttile ma insieme ben saldo nel proprio ruolo e nella propria finalità narrativa. E tutto questo spesso senza una adeguata struttura produttiva.

Dico questo perché non mi sembra che questo problema tocchi ugualmente un regista di fiction, mentre questa distinzione non viene affatto considerata per esempio dai produttori che vogliono farci adattare alle regole produttive e  distributive della fiction. Il cinema della realtà ha delle implicazioni diverse, quindi anche le ricadute successive. Il percorso che fa un documentario dal soggetto alla produzione alla distribuzione è diverso. Ma le regole del gioco continuano ad avere come riferimento il percorso del cinema tradizionale, oppure se andiamo in tivù (es RAI) serviamo da supporto ad altro, a volte con uso disinvolto del film (tagli, commenti, mancanza di citazione..) Sicuramente per noi in Piemonte è stata una gran cosa la nascita del doc film fund, perché significa l’inizio di una visibilità nuova, di occasioni produttive e culturali interessanti. Ma penso vada pensato il modo di “orientarlo” (d’altra parte lo stesso Masera ha chiesto suggerimenti) far capire quali sono le nostre specificità e chiedere attenzione concreta in quel senso. Altrimenti temo che lo spazio progettuale verrà invaso dalla mentalità produttiva suddetta. Questa impressione l’ho avuta già all’incontro con la Filmcomm ad aprile, dove ho avuto l’impressione (ad eccezione dello spazio finale dove parlavamo noi documentaristi sul nostro

progetto) che persone pur autorevoli parlassero del documentario senza averlo davvero conosciuto. Sinceramente devo dire che in quella occasione solo Giuliano si è rivelato un “portavoce” concreto e insieme appassionato del mondo documentarista.

 

Non ho la più pallida idea del nome al blog, visto che non conosco quale sintesi si è prodotta tra di noi. Dico che so già che mi sento prigioniera in queste forme di comunicazione, quindi devo pensare di fruirne con libertà di tempi e spazio.

L’idea di Luca è bella, mi piace, potrebbe essere il nostro manifesto, e sono d’accordo anche sul metodo di realizzazione, (e di seguito trovo divertente l’idea di Armando, che sposerei più in là) ma prima di “fare”

chiederei come Fabiana un po’ di respiro per comprendere meglio gli obiettivi che insieme vogliamo darci Tutte le altre cose che ho da dire (nello specifico sul linguaggio, la produzione, la diffusione ) le confronterei volentieri al prossim incontro Ciao Adonella

 

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come mi chiamo?

Pubblicato da docume su Maggio 17, 2008

inserite di seguito i vostri commenti/suggerimenti per la ricerca del nome per il gruppo di lavoro documentaristi…una volta fatto questo apriremo un apposito blog per proseguire con le idee e la progettualità (questo è solo un blog ospite.

Ciao

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